blitzkrieg

perchè ogni giorno è una guerra lampo

blitzkrieg RSS Feed
 
 
 
 

Presepe dei blogger 2010

Il cielo stellato che fa a pugni con uno scintillio di luci colorate. Vestiti sgargianti e sete preziose che il reale contadinotto non può permettersi. Musichette assordanti che ci credo che nasce il bambin Gesù che non viene a darci la buona novella ma semplicemente di spegnere “ste sfaccim ‘e luci e sta ca** ‘music” che non riesce a dormire.

E in questo pittoresco quadro natalizio, con ameni personaggini e simpatiche allusioni, alla destra del padre (o alla sinistra vedete voi come più vi aggrada la disposizione), la Maddalena si pente dei propri peccati.

Alba Parietti Maddalena

Come quello delle labbra a canotto che non si possono guardare? Come quella di essersi candidata nel PD nel 2008? Come essere diventata “famosa” per le sue gambe ed essere caduta in passo come opinionista fissa di Pomeriggio Cinque?

Che se lo scelga lei…ho i miei peccati a cui pensare ehehehe.

Quest’anno come potete vedere è inutile fare la fila a San Gregorio Armeno per decorare il presepe. Alle statuine ci pensa Kblog.it con il suo “Presepe dei blogger 2010″ con i personaggi più amati/odiati del mondo moderno. Clicca sul link e adotta la tua statuina personale e dai un caldo alloggio ad un personaggio dello showbiz!!

In fondo anche i grandi presepisti cedono al fascino dello spettacolo…

Il Bagatto

E’ pensare che sono sempre stata una persona con un forte spirito di gruppo. Non potevo vivere senza almeno una persona accanto. Sia chiaro, una persona, un amico. Le relazioni mi hanno sempre stancato presto, c’era troppa continuità, routine. “Una sticky situation che non va ne su ne giù”.

Adesso sono cambiato. Ho un ossessione. Un pensiero fisso che occupa la mia testa. Che mi fa trasalire se ci penso da solo in casa con la luce spenta.

Immagini che si ripetono continuamente nella mia testa, come un carosello di carta velina che proietta ombre sui muri. Si le ombre possono far paura. Scontornate, sfumate, senza corpo ne tempo, nascoste e presenti anche se il buio sembra assalirti.

Ma le mie ombre, se così possiamo chiamarle, non sono così. Hanno dei lineamenti decisi, squadrati. Sono palpabili, semirigide e a morderle avranno anche il loro sapore un po’ secco, che si appiccica al palato.

Sono di certo colorate con colori di altri tempi. Dorato, avorio e rosso Borgogna. Come quelli di un arazzo medievale. Come i colori di uno stendardo di una famiglia reale che svetta accanto ad un altare tra il crocefisso e la riproduzione vitrea di San Nazario in quel santuario che ben visibilmente nascosto cela segreti che sono svaniti nel tempo. Solo qualche fotografia, qualche parola sparsa tra i libri sopravvissuti all’incendio e in qualche delirio dei poveri anziani del villaggio che neanche i più giovani vogliono più sentire la domenica dopo la messa. Sempre se alla messa trovi ancora qualche giovane.

More »

Il gioco dell’angelo

Perché sono certo che non aspettavate altro che una recensione dal vostro Antonio eh? Quindi godetevi questa piccola ma intensa recensione non più su un prodotto dello schermo ma su un romanzo che davvero mi ha fatto sognare e fuggire dal tristo mondo che è qui fuori.

Signore e signori diamo il benvenuto a Zafon con il suo romanzo “Il gioco dell’angelo” *applausi*

Il gioco dell'angelo

Prima di tutto un po’ di info sulla trama. Proverò a sintetizzarla perché è davvero ricca e descriverla nei minimi dettagli equivale a rovinarvi tutte le sorprese del libro. Accontentatevi di questo sunto :)

“Il romanzo è ambientato in una misteriosa Barcellona agli inizi del secolo. David Martin è un ragazzo non proprio benestante che cresce con il sogno di diventare uno scrittore. Però si sa che se manca il soldo manca il successo quindi deve accontentarsi di lavorare come contabile in un giornale locale, “La voce dell’industria”. Ma la ruota gira e per un puro caso ha la possibilità di pubblicare un racconto sul giornale che lo renderà famoso e che lo porterà a scrivere una serie di successo. Il successo lo porterà all’attenzione di un distinto ma ambiguo committente  che gli propone un offerta esagerata per un libro davvero originale. Rifiutare? Non sia mai. Ovviamente la fama ha anche i suoi lati negativi come l’invidia di colleghi e l’essere costretto ad azioni non felici pur di mantenere il successo. E come se non bastasse ci si mette contro la salute, il lato sentimentale, la nuova casa che è sempre meno sweet e un po’ di problemi con la legge che male non fanno.”

More »

Non tutte le ciambelle vengono col buco

Non sono proprio un tipo da blog. E si vede dalla frequenza dei miei aggiornamenti direi. Eppure non ho il coraggio di cancellare questo piccolo spazio virtuale che non contiene nemmeno il 10% di me. Ma che comunque fa parte di me.

Un po’ come non ci si riesce a separare di tutte quelle cianfrusaglie che hai nel cassetto della scrivania, che effettivamente non servono ad una cippa di minchia, ma a cui ci sei affezionato non sai per quale arcano motivo.

Io nel mio cassetto ho davvero di tutto eppure lo ho pulito e ripulito non so quante volte. Ho conservato i compiti di matematica delle elementari (quando andavo bene nella materia insomma), i miei disegni dell’asilo nido, delle figure in legno di Biancaneve e i sette nani, fotografie che risalgono alla notte dei tempi, candele rune e accessori del mio periodo esoterico (ebbene si, una volta mi mettevo al centro di un cerchio di sale, facevo il mio pentagramma e mi lanciavo in qualche divinazione).

Ho anche il mio primo pacchetto di preservativi conservato (ahahah non riesco a crederci nemmeno io scrivendolo!!!), cartoline di amici e parenti che oramai non sento più, le lettere che mi scambiavo con la mia ex fidanzata (ebbene si, ho avuto anche io una ragazza prima di attraversare il fiume).

Ma ricordo anche le cose che ho buttato via, le ricordo come se le avessi gettate ieri: la collezione di cards di x files, tutti gli album di figurine mai completati, le mie piccole sculture in plastilina, i miei vecchi diari (che erano così ridicoli da leggere che ci sarebbe potuta uscire una serie di successo come Twilight), una cartellina piena di giochi da tavolo inventati da me per mia sorella (artistico sin da piccolo!).

Altri ricordi sono sparsi per la casa: regali che dovrei buttare ma non ho il coraggio, vestiti che oramai ci ballo dentro ma che stanno li a ricordarti quanto eri grasso, buste con tutti i volantini e cosette varie prese durante i viaggi. Ho anche una nocciolina, una castagna e una chiave che per me rappresentano uno dei periodo più importanti della mia vita e che a volte ti ritornano in mente come dei flash capaci di farti sorridere per un po’ e farti cadere nella depressione totale per l’altro po’.

E perché alla fine ho fatto tutto questo popo’ di post? Non lo so nemmeno io, ma oramai ho scritto all’incirca 400 parole a prima mattina che hanno quasi un senso logico. Quindi meglio lasciare una traccia di questo evento da record.

Ich liebe München

Ragazzi! E’ finita! Le vacanze sono davvero finite! Ho ricominciato a studiare, fra due settimane ho il colloquio per il servizio civile e ho già vivi i sintomi del post vacanza: stordimento compulsivo, noia interminabile, stomaco manducante e mal di testa incipiente.

E i sintomi sono aggravati dal fatto che questa vacanza è stata davvero speciale, una delle migliori che abbia mai fatto. Brevi (data la media delle mie vacanze in passato) ma intense, che hanno lasciato tanti bellissimi ricordi, una discreta abbronzatura, un po’ di dolore alle ginocchia e due polpacci e un culo di marmo!

Certo sintetizzare tutta la vacanza in un post è riduttivo come il processo di disidratazione per la realizzazione del latte in polvere ma tenterò comunque di proporvi almeno un latte parzialmente scremato.

Sono stato a Monaco, di Baviera, non quella del Casinò e della Formula Uno, ma quella della birra, dei wurst e dell’acqua potabile.

Veduta di Monaco

More »